Serafino Petta, Portella della Ginestra perde l'ultimo custode della memoria.
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- 5 giorni fa
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Aggiornamento: 3 giorni fa

A pochi giorni dalla tragica e prematura scomparsa di Giovanni Schirò, la comunità di Piana degli Albanesi si è risvegliata con il dolore della perdita del signor Serafino Petta.
Prima un giovane in un tragico incidente ed oggi il custode elegante e discreto della memoria della strage di Portella della Ginestra.
Serafino Petta classe 1932, il 1° maggio 1947 aveva appena 14 anni quando improvvisamente si trovò anche lui sotto il fuoco delle vili mani di chi sparò contro i manifestanti. Lui però non sapeva però che un giorno sarebbe diventato il custode della memoria di quella strage, l'ultimo custode.
Il signor Petta sembrava che non avesse addosso il peso della responsabilità di questo ruolo così importante e pesante, era un uomo molto semplice, devoto alla famiglia e per tanti anni al lavoro. Quando lo incrociavi era sempre capace di donare a chiunque un sorriso, una parola gentile, una calorosa stretta di mano.
Poteva capitare di incontrarlo in giro ma un posto dove sicuramente lo si poteva incontrare era la "casa del Popolo" dove lui amava stare fuori seduto sulle sedie distribuite sul marciapiede o sull'uscio della porta o su un tavolo a giocare a carte sotto un ritratto di Barbato, che sembrava li guardasse. Questo luogo è stato per lui come una seconda casa, un rifugio ed un luogo di incontri.
Io il signor Petta lo ho conosciuto fin da quando ero bambino ma devo dire che mi sono avvicinato un po di più a lui e nello specifico al suo ruolo di custode della memoria, quando ho iniziato a realizzare il progetto di visitpiana.com che aveva tra gli obiettivi anche quello di approfondire e valorizzare proprio la memoria della strage di Portella della Ginestra attraverso i nuovi canali di comunicazione. Lui fu subito disponibile insieme a Francesco Petrotta che ho sempre trovato accanto a lui in modo discreto e filiale.

Serafino Petta era il custode della memoria e Francesco Petrotta il ricercatore che analizzava la memoria e le carte degli archivi. Insieme formavano un duo incredibile che cercavano, con l'associazione dei familiari delle Vittime della strage, la verità sui fatti ancora vergognosamente coperti dal Segreto di Stato. Ed il signor Petta non si dava pace per questo.
La missione della sua vita è stata quella di incontrare singoli, studenti di ogni ordine e grado, professori ed istituzioni per tenere viva la memoria di Portella della Ginestra.
Il signor Petta ha avuto contatti diretti con il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella, anche in occasione della sua visita a Piana degli Albanesi quando pose una corona di fiori nel Memoriale.
Il signor Petta tutto questo lo faceva con pacatezza, con rispetto, con amore e soprattutto lo faceva con il cuore.
Visitpiana è stata spesso la connessione del signor Petta con istituti che venivano da ogni parte d'Italia per visitare il Memoriale ed erano sempre affascinati dai suoi racconti e da lui.
Ricordo che anche un paio di anni fa sebbene avesse perso qualche forza non aveva certo perso la sua tenacia e la sua energia dentro. Parlò a circa sessanta studenti di un istituto del Trentino con voce bassa e flebile. La cosa che più mi impressionò e che mentre lui parlava calò un silenzio surreale interrotto solo da qualche macchina che passava. Ogni tanto per fargli recuperare il fiato Francesco Petrotta si inseriva e poi il signor Petta riprendeva il filo.

Nel luglio del 2025 Visitpiana ha ospitato il professore Shanker Satyanath del dipartimento di politica della New York University, interessato sui fatti di Portella. Grazie al supporto di Francesco Petrotta organizzai un incontro con il Signor Serafino che però non poteva venire a Portella ed allo andammo a casa sua dove fu ospite del signor Petta e della sempre vicina moglie. Il professore rimase davvero colpito dal suo racconto e dalla sua forza e non fece che ripetermelo.
Grazie a questo incontro qualche settimana fa sono venute qui due università americane che hanno visitato Portella e poi hanno avuto un incontro presso la sala conferenza del Musarb con il saluto del sindaco di Piana degli Albanesi ing. Rosario Petta e con Francesco Petrotta che ha fatto una analisi storica dei periodi che anticiparono e seguirono la strage di Portella della Ginestra.
Il signor Serafino Petta è stato non solo il custode della memoria della prima strage di stato ma è stato colui il quale non si è risparmiato fino alla fine per tenere viva la memoria di Portella della Ginestra. Lo ha fatto sempre in modo gentile, garbato, elegante e senza fronzoli. così come era lui.
La sua famiglia gli è sempre stato vicino fino alla fine. Mi ricordo che la moglie durante l'incontro con il professore della NYU lo guardava con rispetto, ammirazione ed amore infinito. Lui ricambiava questo amore verso la famiglia. Una cosa che mi ha molto colpito e che ho visto e che quando smise di guidare e non aveva la forza di camminare lo accompagnava alla Casa del Popolo la figlia o il genero Giovanni.
Tutta la comunità di Piana degli Albanesi oggi piange non solo una persona per bene e benvoluta da tutti ma piange anche l'ultimo custode della memoria della Stradge di Portella della Ginestra, un custode gentile che ci mancherà molto.
Porgo alla sua famiglia ed in particolare alla sua adorata moglie le più sentite e sincere condoglianze.
Salvatore Vasotti
















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