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  strage di portella della ginestra   

Piana degli Albanesi

La strage di Portella della Ginestra si consumò il 1° maggio 1947 nella omonima area che è baricentrica tra i comuni di Piana degli Albanesi e San Giuseppe Jato, nella provincia di Palermo.

Nelle ore immediatamente successive alla strage, gli inquirenti individuarono nel bandito Salvatore Giuliano la vile mano che, insieme alla sua banda e su richiesta della mafia locale, sparò sulla folla che si era riunita a Portella della Ginestra, uccidendo barbaramente undici persone.

Da quella tragica data la strage di Portella della Ginestra da infame atto criminale è diventata uno dei misteri irrisolti dell'Italia in quanto negli anni si aggiunsero rivelazioni e riscontri con dettagli inquietanti sul coinvolgimento di appartenenti alle istituzioni politiche e militari tanto da indicare la Strage di Portella della Ginestra come la prima Strage di Stato.

E' nel 1977 in occasione di una seduta nell'Assemblea Regionale Siciliana che per la prima volta, dopo trenta lunghi anni, la strage di Portella della Ginestra veniva ricordata in modo unitario dalle forze politiche e sociali siciliane.

Per la prima volta le vittime di Portella non furono solo di una parte, della Cgil e dei partiti di sinistra, ma di tutti e come scrisse l'organo del partito comunista l'Unità «i lutti, le tragedie del movimento operaio diventarono i lutti e le tragedie dell'intera nazione». 

A sigillare quella svolta storica furono il comunista Pancrazio De Pasquale, presidente dell'Assemblea Regionale, il democristiano Angelo Bonfiglio, Presidente della Regione e Luciano Lama, segretario generale della CGIL.

Per un più puntuale approfondimento storico sulla strage di Portella della Ginestra, visitpiana.com vi suggerisce di riferirvi alla bibliografia dello storico Francesco Petrotta che è considerato uno dei massimi esperti sul tema.

Il memoriale di Portella della Ginestra 

Soltanto dopo quella svolta politica, all'Amministrazione comunale di Piana degli Albanesi, guidata dall'on. Alessandro Ferretti, fu concesso un finanziamento per costruire un monumento in memoria dei caduti di Portella della Ginestra e in quella circostanza furono utilizzati i fondi pubblici stanziati dalla Regione per le celebrazioni del Trentesimo anniversario dell'Autonomia Siciliana. 

Il progetto fu affidato al "Centro arte pubblica popolare" di Fiano Romano guidato da Ettore De Concillis e in una serie di riunioni alla Casa del Popolo, con i sopravvissuti alla strage, e nella Casa Comunale, con la popolazione di Piana, si discusse come "sistemare a zona monumentale" il sito di Portella della Ginestra. 

La prima pietra è stata posta simbolicamente il Primo maggio 1979, l'opera è stata completata nel 1980. 

II primo maggio del 1982 il Memoriale doveva essere inaugurato da Pio La Torre che tanto si era prodigato per la sistemazione monumentale di Portella, ma purtroppo il giorno prima, il 30 aprile 1982, fu barbaramente assassinato dalla mafia insieme a Rosario di Salvo. 

L'inaugurazione sarà fatta qualche anno dopo con la semplice benedizione dell'opera da parte dell'Arciprete Papas Sotir Ferrara.

Molti ritengono che la scelta di de Conciliis di onorare le vittime della strage con un'opera di land art sia stata la migliore perché, allestendo il Memoriale con i sassi e le pietre del territorio di Portella, non ha alterato in alcun modo le caratteristiche della zona. 

Le vittime di Portella professavano le idee socialiste di Nicola Barbato, il medico dei poveri e l'apostolo del socialismo, ed è giusto ricordare che il Primo Maggio 194 7 furono barbaramente assassinati contadini che lottavano, sotto la guida della Cgil, contro la mafia, per l'assegnazione delle terre incolte, per la riforma agraria, per la libertà e la democrazia. 

Per questa ragione Ettore de Conciliis, accogliendo il suggerimento dei sopravvissuti, ha messo al centro della sistemazione monumentale il sasso, sacro alla memoria di Nicola Barbato e dei Fasci Siciliani

A seguito di numerosi tentativi di alterazione del sito storico di Portella della Ginestra una delegazione dell'associazione Vittime di Portella della Ginestra con la presenza della Camera del Lavoro di Palermo abbiamo avuto con la Soprintendente nei primi mesi del 2023 si è accertato che finalmente è maturata la volontà amministrativa di proporre ali' assessorato Beni culturali l'emissione di un decreto per dichiarare il memoriale Portella della Ginestra bene culturale ai sensi dell'articolo 10, comma 3, lettera D, del decreto legislativo n. 42 del 2004.

Il decreto dell'Assessorato da tanto tempo e unanimemente auspicato, e un atto di fondamentale importanza per salvaguardare il Memoriale di Portella anche se ritengo che oltre al Memoriale vada dichiarato bene culturale tutto il sito di Portella della Ginestra per la particolare importanza che riveste nella storia politica e democratica del Paese che riveste ne a paese altrimenti si corre il rischio concreto di assistere inermi alla costruzione di manufatti agricoli nei terreni a ridosso del Memoriale tra le postazioni dei banditi e il sasso Barbato. 

Il Memoriale da alcuni anni richiede un accurato restauro e il Maestro de Conciliis, nostro stimato cittadino onorario, lo ha sollecitato più volte. 

Un intervento di restauro non è più rinviabile. Dal muretto della seconda piazzola si sono staccate per oltre due metri le pietre che lo rivestivano. La base che sostiene il sasso con incisa la poesia di Ignazio Buttitta è da tempo gravemente danneggiato. Alcuni dei sassi sono pericolosamente inclinati. L'incontro di oggi dimostra che le forze politiche siciliane su Portella hanno la stessa attenzione unitaria del 1977. 

La strage di Portella raccontata dai testimoni

La strage  di Portella raccontata dallo storico Francesco Renda 

La strage di Portella della Ginestra
raccontata nella carta stampata 

Piana degli Albanesi
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