La Reliquia del cranio di San Giorgio, dal Velabro a Piana degli Albanesi
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Aggiornamento: 3 giorni fa
Piana degli Albanesi è da sempre devota, con un legame indissolubile, a San Giorgio, uno dei Santi più diffusi in tutta la Cristianità.
Nella serata del giorno 30 aprile 2026 è stata accolta in Piana degli Albanesi la Reliquia del cranio di San Giorgio, custodita nella chiesa di San Giorgio al Velabro in Roma.
Per suggellare la grande devozione della nostra comunità al Santo e come momento di profonda spiritualità e comunione, in seguito ai recenti festeggiamenti in onore del Patrono, S. E. Reverendissima Monsignor Raffaele De Angelis, Vescovo di Piana degli Albanesi, ha ottenuto il trasferimento temporaneo della Reliquia in Piana degli Albanesi.
La Reliquia è stata prelevata dalla chiesa di San Giorgio in Reggio Calabria, dove si trovava temporaneamente per l'ostensione. Questo delicato trasferimento è stato curato da Papas Sepa Di Miceli, delegato ad omnia della nostra Eparchia e parroco della Chiesa di San Giorgio, che è stato coadiuvato da alcuni componenti del comitato di San Giorgio.
Una volta conclusasi l'ostensione in Piana degli Albanesi, la Reliquia sarà portata a Santa Cristina Gela che è legata al Santo e poi rientrerà nella sua sede al Velabro in Roma.
A poche ore dalla solenne processione della Reliquia del Cranio di San Giorgio, che il 3 maggio alle ore 19.30 lascerà la chiesa di San Giorgio per attraversare le vie di Piana, ho ritenuto opportuno scrivere qualche riga per suggerire, a chi avrà il piacere di leggerci, qualche elemento di conoscenza su questa Reliquia.

San Giorgio, probabilmente vissuto tra il III e IV secolo e le cui origini sono riconducibili tra la Cappadocia e la Palestina, nel Medioevo divenne uno dei santi più venerati e le sue reliquie, ancora oggi, rappresentano uno dei casi più complessi ed affascinanti della devozione, in cui si intrecciano simbolismo, leggenda, storia e vastità geografica, che esplode in un periodo storico ben determinato per mantenersi, espandersi e radicarsi in più di un millennio.
La tomba di San Giorgio è individuata in Lydda (l'odierna Lod in Israele) e le sue Reliquie sono quelle che forse più di tutte hanno subito una significante dispersione, dovuta a diverse cause come le guerre, i trasferimenti protettivi e senza alcun dubbio una precisa volontà della Chiesa di diffonderne il culto ed il messaggio semplice ma efficace che rappresentata: la vincita del bene sul male, impersonata da un condottiero forte ed impavido.
Nel Medioevo il culto delle reliquie e la loro diffusione raggiungono livelli così alti tanto da creare un vero e proprio mercato delle reliquie che venivano destinate dalla Terra Santa principalmente alle chiese europee. Nessuno riusciva a resistere alla necessità di possedere una reliquia di qualsiasi santo ed in particolare di San Giorgio.

In questo periodo storico ogni chiesa europea, ed in modo particolare in Italia, Germania, Francia, e Georgia vanta il possesso di una Reliquia di San Giorgio e parti del suo cranio sono gelosamente conservate in Costantinopoli e Venezia.
Una diffusione particolarmente ampia che giustifica il dubbio della autenticità ma che rappresenta una solida certezza riguardo la devozione a San Giorgio.
Una delle Reliquie di dimensione maggiore e maggiormente documentate è quella del cranio di San Giorgio che oggi si trova custodita nella chiesa del Velabro in Roma e che sarebbe stata rinvenuta casualmente da Papa Zaccaria nel 741 D.C. nel Patriarchio Lateranense, ove era stata trasferita dalla Cappadocia.
Il motivo che determinò questo spostamento fu quello del trasferimento protettivo in Roma, che rappresentava già il centro spirituale, per sottrarre questa preziosa reliquia al pericolo di essere trafugata, distrutta o profanata, in considerazione del progressivo indebolimento della presenza cristiana nei territori orientali.
La chiesa paleocristiana del Velabro, probabilmente fondata nel VII secolo da Papa Leone II, ha tre navate e come tante chiese importanti presenta elementi di spoglio romano.
La scelta della chiesa del Velabro non fu casuale ma al contrario molto ragionata e basata su elementi precisi come la sua posizione centrale, in quanto si trova nella parte più storica di Roma, vicina al Palatino ed all'Arco di Giano. Anche il mito della fondazione di Roma fu un elemento importante data la vicinanza alla zona tradizionalmente associata al ritrovamento di Romolo e Remo.

La Reliquia del Cranio di San Giorgio è conservata in una teca in vetro e metallo, chiusa e sigillata, che è inserita in una nicchia protetta da una piccola finestra la fenestrella confessionis che permette ai fedeli di poterla vedere senza un contatto diretto.

Riguardo questa reliquia, come derresto per tutte le relique, sono stati sollevati molti dubbi sulla sua autenticità. A tal proposito è doveroso riportare che nel 1966 il Papa Paolo VI autorizzò una ricognizione scientifica allo scopo di verificarne lo stato di conservazione e per indagarne la datazione.
I risultati di questa ricognizione furono sorprendenti perché determinarono che si trattava di un cranio maschile dell'età compresa tra i 20 e 30 anni e compatibile con il IV secolo D.C. Inoltre furono rinvenute tracce di una polvere calcarea compatibile con quelle studiate delle sepolture nell'area di Lydda.
Questa ricognizione scientifica spesso si considera prodromica a quella avvenuta in seguito per la Sindone di Torino e curata dal medico legale Prof. Baima Bollone.
Nel 2000 per volontà del Papa Giovanni Paolo II in occasione del Giubileo, una parte di questa reliquia fu donata alla chiesa-tomba di San Giorgio a Lod.
Indipendentemente dalla autenticità di questa o di altre reliquie nel passato e nel presente per i cristiani si tratta di un atto e di una manifestazione di fede che ha attraversato oramai ben due millenni e che continua a guardare il futuro.
Nella speranza di avere soddisfatto il vostro desiderio di scoprire qualcosa di più sento il dovere di fare alcuni ringraziamenti.
Il primo senza alcun dubbio lo rivolgo al nostro Vescovo, che ogni giorno ed in ogni modo sta dimostrando di essere la guida che anelavamo tutti. E tutti noi abbiamo il dovere di stare vicino a lui e di sostenerlo in modo concreto, oltre alle preghiere.
Ho il piacere di ringraziare Papas Sepa Di Miceli per averci concesso la possibilità di fotografare la Reliquia.
Un ringraziamento sentito lo indirizzo infine al comitato di San Giorgio ed alle autorità civili e militari che con il loro intervento hanno garantito il buon esito di questa ostensione.
Salvatore Vasotti
founder / director
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