Il professore Matteo Mandalà riscrive la storia della fondazione di Piana degli Albanesi.
Nei giorni in cui ricorre la fondazione di Piana degli Albanesi il professore Matteo Mandalà presenta un nuovo libro che grazie a inedite fonti documentarie riscrive la storia della fondazione di Piana degli Albanesi.
In questo libro, Matteo Mandalà affronta la complessa e dibattuta questione delle origini dell’oppidulum Græcorum sorto nella seconda metà del XV secolo nei feudi appartenenti all’Arcivescovado di Monreale e oggi identificabile con l’attuale Piana degli Albanesi. La ricostruzione delle vicende che condussero alla nascita di questo insediamento non costituisce soltanto un tema di interesse locale, ma si inserisce in un più vasto quadro di problemi storici riguardanti le migrazioni balcaniche tardomedievali, la formazione delle comunità arbëreshe nell’Italia meridionale e le trasformazioni demografiche, economiche e istituzionali che interessarono il Mediterraneo tra la fine del Medioevo e gli inizi dell’età moderna.

La ricerca qui presentata si fonda su una documentazione archivistica estremamente ampia, in larga misura poco utilizzata dalla storiografia precedente o, in alcuni casi, interpretata secondo prospettive non sempre sufficientemente rigorose sul piano metodologico. L’esame diretto dei documenti, condotto secondo criteri filologici e diplomatici, consente infatti di verificare la fondatezza di numerose affermazioni tramandate dalla storiografia locale e di sottoporre a un necessario riesame interpretazioni che, pur prive di adeguati riscontri documentari, sono state spesso recepite come dati acquisiti. In più occasioni la ripetizione acritica di ipotesi formulate da autori dei secoli passati ha finito per consolidare veri e propri luoghi comuni storiografici, difficili da superare proprio a causa della loro lunga fortuna nella letteratura erudita e nella memoria collettiva.
Le vicende relative alla fondazione dell’insediamento si sono infatti sviluppate in un contesto nel quale si sono progressivamente sovrapposte tradizioni popolari, costruzioni identitarie, narrazioni celebrative e interpretazioni storiche di diversa attendibilità. Tale intreccio ha spesso favorito la diffusione di rappresentazioni suggestive e fortemente radicate nell’immaginario locale, ma non sempre sostenute da adeguate prove documentarie. Ne è derivata una storiografia caratterizzata, talvolta, dalla tendenza a privilegiare il valore simbolico di determinati racconti rispetto alla loro effettiva verificabilità storica.
L’obiettivo fondamentale è di riportare il dibattito sul terreno dell’analisi documentaria, distinguendo con chiarezza tra ciò che le fonti consentono effettivamente di affermare e ciò che appartiene invece alla sfera delle ipotesi, delle tradizioni o delle elaborazioni posteriori. L’auspicio è che questa indagine possa contribuire non soltanto ad arricchire le conoscenze sulle origini di Piana degli Albanesi, ma anche a favorire una riflessione più ampia sui processi di costruzione della memoria storica e sulle modalità attraverso cui le comunità elaborano, trasmettono e reinterpretano il proprio passato.

In tale prospettiva, il recupero delle fonti e la loro lettura critica non rappresentano soltanto uno strumento di ricerca, ma costituiscono il presupposto indispensabile per una più consapevole comprensione dell’identità storica e culturale della più importante comunità arbëreshe di Sicilia.
Il volume gode degli auspici delle cattedre albanologiche delle Università di Palermo e della Calabria, della Fondazione Universitaria “Francesco Solano”, del Laboratorio di Albanologia “Antonino Guzzetta”, dell’Associazione “Portella della Ginestra” ed è stata sostenuta dalla Banca di Credito Cooperativo di Altofonte e Caccamo”.
Salvatore Vasotti
founder / director











Commenti