“Darka e babëravet” torna a Piana degli Albanesi
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Aggiornamento: 2 ore fa
Piana degli Albanesi vanta una radicata tradizione nella produzione teatrale popolare, con produzioni e scritture originali, che hanno caratterizzato, almeno una quarantina di anni fa, un periodo oramai purtroppo lontano e non solo dal punto di vista temporale ma soprattutto culturale ed identitario.
Sia per dovere di cronaca ma soprattutto per mio convincimento personale, va citata la meritoria produzione a firma del professore Giuseppe Schirò Di Maggio, cui va riconosciuta anche la grande dote nell’individuare chi doveva impersonare i suoi personaggi. Attori improvvisati e senza alcuna esperienza, che non citiamo per non fare torto a nessuno, che però si sono rivelati spesso veri e propri talenti capaci di caratterizzare i loro personaggi e le commedie stesse, facendole entrare nei cuori e nei ricordi dei tanti spettatori che affollavano le prime e le repliche.
Il 1994 segnò l’inizio di un filone diverso che, al posto delle scritture originali, puntava sulla traduzione in arbëresh dei grandi successi del teatro popolare napoletano. Questa felice intuizione la ebbe Gaetano Gerbino, che diede inizio a questo ciclo con la commedia “Natale in casa Cupiello”.
L’anno seguente fu costituita l’associazione “Ansambli i Teatrit Popullor Arbëresh” che organizzò, con “Non ti pago”, la prima tournée nei paesi arbëreshë calabresi di Firmo ed Acquaformosa.
Nel 1996 la compagnia varcò i confini nazionali portando in scena a Tirana “Il berretto sonagli” di Pirandello, tradotta ed adattata in shqip.
Seguì un quadriennio di intensa produzione dedicato ai grandi classici del teatro napoletano con le rappresentazioni di “Miseria e nobiltà”, “ Filomena Marturano” e “Napoli milionaria”.
Una piccola pausa nelle attività segnò il 2001 ma poi l’attività riprese includendo anche partiture più moderne come quelle di Salemme, senza mai abbandonare il prolifico ed intramontabile filone Scarpetta - De Filippo.
L’Ansambli subì ancora una battuta d’arresto che terminò nel 2015, quando venne messa in scena “La cena dei cretini” (“Darka e babëravet”) che riscosse un grande successo di pubblico.

Questo doveroso sguardo all’indietro è utile per tracciare, in estrema sintesi, la gloriosa storia dell’attività teatrale in Piana degli Albanesi, che ha visto come protagonisti il già citato professore Schirò, Mario Calivà ed in particolare l’Ansambli i Teatrit Popullor Arbëresh, che da oltre tren’anni, promuove un teatro di qualità recitato interamente in lingua arbëreshe, ponendosi come presidio di salvaguardia e valorizzazione della nostra identità culturale.
Visitpiana.com e chi vi scrive, è particolarmente onorato di presentarvi il ritorno, dopo una lunga assenza, della nuova produzione dell’Ansambli che è ancora una volta “Darka e babëravet” (“La cena dei cretini”) forse per un fatto scaramantico ma sicuramente per suggellare il ritorno al pubblico dopo più di un decennio con un grande successo.
Questa edizione sarà sicuramente un evento da non perdere perché oltre al ritorno dell’Ansambli tornano molti visi noti che hanno fatto la storia del teatro arbëresh oltre a giovani promesse come Francesco Lo Verde, che porta una sorta di tradizione di famiglia, che sono sicuro vi faranno divertire nelle due date programmate per il 26 ed il 28 luglio entrambi alle 21,00 presso il cortile del plesso scolastico Skanderbeg.
Desidero ringraziare la professoressa Cettina Calagna, per avermi aiutato dandomi una traccia preziosa che spero di avere fedelmente seguito.
Un ringraziamento a tutti gli attori ed a chiunque abbia reso possibile questa rinascita.
Vi aspettiamo per godere “Darka e babëravet” con l’Ansambli i Teatrit Popullor Arbëresh
Salvatore Vasotti










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