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Giuseppe Schirò di Modica, una Luce s'è spenta in Piana degli Albanesi.

Questa mattina dando uno sguardo veloce ai social, ho letto un post che mi ha messo molta tristezza. Il dottore Giuseppe Schirò scriveva che "Una Luce s'è spenta" riferendosi al nonno. Spero che non me ne vorrà il dottore Schirò se ho usato senza chiedere le sue parole come titolo, ma le ho subito sentite mie perchè oggi Piana degli Albanesi più che una Luce ha perso un Faro, ancora uno.


Giuseppe Schirò Di Modica
Professore Giuseppe Schirò Di Modica (1938 - 2026)

Il professore Schirò, classe 1938, lo conoscevo fin da bambino perchè vivevo a pochi passi da lui, perchè insegnava a scuola e soprattutto perchè era un caro amico di una mia cugina cui ero molto attaccato, Rosetta Riolo. A primo acchitto poteva sembrare un po distaccato ma posso assicurarvi che era una persona molto accogliente ed aperta.


Fin da ragazzo ho avuto a cuore la valorizzazione del nostro patrimonio monumentale e della nostra identità culturale. Seguendo le orme di mio nonno mi ero appassionato alla fotografia e documentavo ogni cosa possibile. Poi grazie alla operosità di mia cugina Rosetta mi sono avvicinato alla nostra identità culturale più legata alla lingua e questo mi portò a più stretto contatto con il professore. Ci vedevamo spesso nel tardo pomeriggio e la sera. Il punto di incontro era il piano terreno della sua casa che era come un suo regno, qui ogni spazio aveva qualcosa di suo. Libri, riviste, attrezzi agricoli, di tutto e di più. Era anche il luogo delle prove per le commedie. Ogni giorno con lui scoprivo cose nuove e tra le più disparate. Mi appassionava la natura e l'agricoltura e lui di cose ne sapeva. Con lui ho scoperto cose semplici ma preziose come le erbe spontanee e commestibili e la potatura delle rose,che facevamo insieme nel suo giardino.


Giuseppe Schirò di Modica
Prof. Giuseppe Schirò con una sua classe (crediti Dott. Rosario Caruso, PhD)

Sia mia cugina Rosetta che il professore Schirò provarono con me, come derresto facevano con tutti i bambini e ragazzi che avevano, ad insegnarmi la grammatica albanese ma purtroppo non sono stato in questo un buon allievo ed è una cosa che mi è sempre mancata, specie da quando mi sono reso conto che anche da noi nell'indifferenza generale si sta perdendo la nostra lingua (ma questa è un'altra, triste, storia). Loro hanno formato tante generazioni, in una scuola diversa quando il maestro era unico e loro certamente lo sono stati Maestri di vita.


Il professore Schirò e mia cugina sono stati dei visionari romantici ma pratici che hanno cercato in tutti i modi di proteggere la nostra identità linguistica partendo dalle scuole dove insegnavano e con la piena consapevolezza che solo cosi si sarebbe mantenuta viva la nostra lingua.


Giuseppe Schirò di Modica
Prof. Giuseppe Schirò - corteo nunziale con gli studenti (crediti Dott. Rosario Caruso, PhD)

Entrambi sono stati anche un ponte importante con l'Albania e soprattutto con le più importanti ed autorevoli figure della letteratura e dell'università di Tirana nel pieno della dittatura di Enver Hoxha. Continui scambi culturali che hanno arricchito entrambi le sponde creando un terreno fertile che però senza di loro si è impoverito.


Qualche anno fa ho avuto l'onore di essere assessore anche se per solo un paio di mesi perchè la mia attitudine di servire la comunità non si è conciliato con il fatto di sottostare a servilismi politici. In questo breve periodo però cercai di coagulare le migliori risorse che avevamo e ovviamente coinvolsi il professore Schirò che con grande entusiasmo accolse il mio invito per definire alcuni dettagli che riguardavano la realizzazione dell'erbario ostensivo che ancora si trova nel Musarb. Tra le altre cose volevo fare tradurre le specie presenti in Arbëresh e tradurre anche le verdure spontanee presenti nel nostro territorio. Altra cosa che concordammo fu la pubblicazione di un volumetto con le origini dei soprannomi delle famiglie di Piana degli Albanesi. Il professore si mise subito a lavoro e lo fece gratuitamente poi però io non fui più assessore e non gli permisero di concludere il suo lavoro che era peraltro gratuito. Una cosa che purtroppo ricorrerà ancora.


Anni dopo fondai Visitpiana e con questa occasione andai a trovare il professore per riprendere da dove avevamo lasciato. Il professore ancora una volta si mise in gioco e mi ricordo che salimmo su in casa dove nel suo salone una vetrina custodisce i suoi lavori che sono stati stampati e rilegati a sue spese per essere conservati con cura. Prese il volume delle verdure spontanee e dei soprannomi e li sfogliammo insieme. Poi me li diede e mi disse che erano per me ma io non lo accettai, stupidamente e gli dissi che li avremmo pubblicati perchè per uno avevo coinvolto il direttore dell'orto botanico di Palermo e per l'altro avevo uno sponsor privato. Ci siamo visti altre volte per cercare altre cose fino alla prima visita del presidente d'Albania quando accadde un anedoto che merita di essere raccontato. Avendo appreso che il professore Schirò non era stato invitato a questo evento io lo chiamai a casa sua per chiedergli di venire comunque e mi rispose la moglie. Alla signora mi presentai spiegando il motivo della telefonata e l'invito per l'arrivo del presidente albanese e la signora scambiandomi per il figlio Vittorio mi ripetè che dovevo smetterla di fare scherzi.

Altre volte ci siamo visti ed ogni volta mi parlava di tante cose come del sopralluogo fatto insieme alla grotta del Garrone, di mia cugina Rosetta e sempre dei nipoti e di Giuseppe.


Il mio andare e venire da Londra poi mi costrinse a prendere una pausa da questo progetto e quando poi dopo tempo cercai ancora il professore ho saputo che non era più a casa. Ho sempre avuto informazioni sul suo stato da una persona che lavorava nella casa che lo ospitava fino al messaggio di suo nipote.


Quando qualcuno va via per sempre solitamente si hanno sempre parole di elogio e già ne ho letti diversi ma io oggi voglio scrivere qualcosa che riguarda il professore Giuseppe Schirò di Modica e che è solo il mio pensiero .


Il professore Giuseppe Schirò Di Modica molto spesso non ha ricevuto da tanti il rispetto che meritava. In molte, troppe, occasioni o eventi non veniva invitato. Mentre di tanti sono state pubblicate molte cose, di lui non è stato pubblicato praticamente nulla e quel poco solo per sua iniziativa ed a sue spese. E questo va detto perchè è stato non una Luce ma un Faro per la cultura di Piana degli Albanesi. Una persona semplice, umile, dedita sempre ed interamente alla scuola ed alla famiglia. Un visionario che ha dato, anche se in solitudine, un grande impulso per il riconoscimento della legge sulle minoranze etnico linguistiche. È stato uno dei primi a credere ed ad operarsi per l'insegnamento dell'Arbereshe / Albanese nella scuola dove insegnava e lo ha fatto sempre senza mai tirarsi indietro. È stato uno dei protagonisti assoluti di un momento culturale unico e che non sarà ripetibile. Io davvero non comprendo perchè Piana degli Albanesi non riesca mai ad essere comunità, neanche nella cultura.


Sono certo che il professore Giuseppe Schirò di Modica stia gia parlando con Papas Giorgio Schirò, con mia cugina Rosetta Riolo, con Zef Chiaramonte, con Ignazio Parrino e con altri protagonisti silenziosi ma fondamentali della nostra identità culturale contemporanea che meritavano più rispetto, considerazione ed onore quando erano in vita.


Spero che si faccia ammenda adesso che non ci sono più e che qualcuno possa trovare il modo di ricordarli e di portarli alle prossime generazioni magari con il loro nome in una strada, in un'aula di scuola, in un libro. Perchè possano vivere ancora anche se in un modo diverso.


Io personalmente e Visitpiana ci impegneremo per la loro memoria.


Rivolgo le mie più sentite condoglianze alla famiglia


Salvatore Vasotti

founder / director











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