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Francesco Saluto, il giurista e benefattore di Piana degli Albanesi.

22 ore fa
Tempo di lettura: 4 min

Aggiornamento: 4 ore fa

Visitando il cimitero di Piana degli Albanesi, ci si imbatte davanti la tomba monumentale di Francesco Saluto, ancora ricordato per il Convitto che porta il suo nome (te Saguti) anche se molto spesso si conosce poco o ancor peggio nulla, di questo illustre personaggio.

Desidero ringraziare l'avvocato Francesco Ferrara, pronipote del giudice Saluto, per avere accolto il mio invito, in occasione dell'anniversario della nascita, di tracciare la biografia di questo illustre figlio di Piana dei Greci, che rappresenta ancora oggi un modello cui noi tutti dovremmo ispirarci.

All'avvocato Ferrara ed alla sua famiglia va riconosciuto il merito di avere avviato una serie di importanti iniziative per strappare all'oblio la memoria di Francesco Saluto.

Queste iniziative hanno portato alla donazione di un importante volume del Saluto alla nostra bibliotecacomunale, all'intestazione di una strada in Piana degli Albanesi ed alla creazione di una pagina interamente dedicata al giurista nel nostro sito visitpiana.com.

Buona lettura


Salvatore Vasotti

founder / director




FRANCESCO SALUTO


Il prossimo 23 ottobre ricorrerà l'anniversario della nascita di Francesco Saluto, una delle personalità più illustri che la comunità arbëreshe di Piana degli Albanesi abbia espresso nel corso della sua storia. Magistrato, giurista, studioso e benefattore, Saluto rappresenta ancora oggi un esempio straordinario di come il successo professionale possa essere messo al servizio della propria comunità e delle future generazioni.


Francesco Saluto
Francesco Saluto

Nato il 23 ottobre 1809 a Piana degli Albanesi, da Marco Saluto ed Epifania Ferrara, compì gli studi presso il Seminario Italo-Albanese di Palermo e successivamente conseguì la laurea in Giurisprudenza, intraprendendo una brillante carriera nella magistratura che lo portò a ricoprire incarichi di altissimo prestigio fino alla Corte di Cassazione di Palermo. Uomo di grande cultura, affiancò all'attività giudiziaria un intenso lavoro di ricerca e approfondimento giuridico, distinguendosi in particolare nel campo del diritto penale e della procedura penale, materia alla quale dedicò importanti pubblicazioni che furono apprezzate negli ambienti giuridici del tempo.


Le sue opere costituiscono ancora oggi una significativa testimonianza del contributo offerto alla scienza giuridica italiana nella seconda metà dell'Ottocento. Alcune delle sue pubblicazioni sono tuttora custodite presso la Biblioteca Comunale di Piana degli Albanesi, dove rappresentano una preziosa eredità culturale per studiosi e cittadini interessati a riscoprire la figura di questo illustre concittadino.

Tuttavia, il tratto che più caratterizza la figura di Francesco Saluto non è soltanto il valore del giurista e del magistrato, ma il profondo legame che mantenne per tutta la vita con la sua terra d'origine. Benché lontano dal paese natale per motivi professionali, egli non cessò mai di sentirsi parte della comunità arbëreshe che lo aveva formato nei valori e negli ideali.


  • Francesco Saluto
  • Francesco Saluto

Da questo sentimento nacque il suo lascito più importante: la fondazione, nel 1879, a Palermo, in corso Pisani, del Convitto Saluto, destinato a consentire ai giovani meritevoli di Piana degli Albanesi e di Santa Cristina Gela di proseguire gli studi universitari. Attraverso la destinazione del proprio patrimonio alla formazione delle nuove generazioni, Saluto volle creare un'opportunità concreta di riscatto culturale e sociale per i giovani della sua comunità.


A ispirarlo fu il luminoso esempio di Papas Giorgio Guzzetta, il grande fondatore del Seminario Italo-Greco-Albanese di Palermo. Come si legge in un suo scritto, Francesco Saluto riconobbe apertamente di essersi richiamato all'opera e agli insegnamenti di Guzzetta, comprendendo come l'educazione e la formazione fossero gli strumenti più efficaci per la crescita di un popolo. Se Papas Giorgio Guzzetta aveva dedicato la propria vita alla promozione culturale degli arbëreshë di Sicilia, Saluto volle proseguire idealmente quel percorso, offrendo ai giovani la possibilità di raggiungere traguardi accademici e professionali che altrimenti sarebbero stati difficilmente accessibili.

Nelle parole da lui stesso lasciate emerge con chiarezza la motivazione profonda della sua opera: il desiderio di lasciare alla propria comunità un "ricordo di imperituro affetto verso la mia patria". Una dichiarazione che racchiude il senso più autentico della sua esistenza e della sua eredità morale.


Il ricordo di Francesco Saluto è ancora oggi vivo anche nei luoghi simbolo di Piana degli Albanesi. Nella Chiesa Madre di San Demetrio Megalomartire, una lapide commemorativa ne ricorda le virtù civili, il prestigio professionale e la generosità verso il proprio popolo, segno tangibile della gratitudine che la sua comunità continua a tributargli. Recentemente, l’Amministrazione comunale ha anche intestato una strada con il suo nome.


A oltre un secolo dalla sua scomparsa avvenuta a Palermo il 5 gennaio 1892, la figura di Francesco Saluto conserva una straordinaria attualità. Magistrato esemplare, autore di studi giuridici di rilievo, benefattore e mecenate dell'istruzione, egli dimostrò che il vero successo non consiste soltanto nei risultati personali raggiunti, ma nella capacità di restituire alla propria comunità ciò che da essa si è ricevuto, soprattutto in termini di esempio e valori. Per sua espressa volontà, il suo corpo riposa in una tomba monumentale nel cimitero di Piana degli Albanesi.


Francesco Saluto - Tomba monumentale cimitero Piana degli Albanesi   © visitpiana
Francesco Saluto - Tomba monumentale cimitero Piana degli Albanesi © visitpiana

Per questo, nel giorno del suo anniversario, il suo nome continua a rappresentare un motivo di orgoglio per Piana degli Albanesi e per l'intera comunità arbëreshe, che vede in lui uno dei più alti esempi di amore per la patria, di servizio pubblico e di fiducia nel valore dell'educazione.


Francesco Ferrara


Francesco Ferrara, avvocato e dottore di ricerca nell' Università di Palermo, palermitano di nascita e discendente di una famiglia di Piana degli Albanesi, oggi vive a Roma dove lavora come dirigente pubblico. Autore di diverse pubblicazioni scientifiche di diritto amministrativo, appassionato di storia locale.




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